Casini Pier Ferdinando

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Casini Pier Ferdinando

Pier Ferdinando Casini può essere considerato l’ultimo vero “animale politico” nel panorama italiano, dopo l’uscita di scena, per motivi diversi, di Fini e D’Alema. Entra nelle fila della “Democrazia Cristiana” e nel 1980 è eletto consigliere comunale a Bologna; nel 1983, a 28 anni, è deputato in Parlamento. La svolta arriva dieci anni più tardi, dopo lo scandalo “Mani pulite” che travolge la “Prima Repubblica”: lascia la Dc e, insieme a Clemente Mastella, dà vita al “Centro Cristiano Democratico”, alleandosi con Berlusconi e la Lega Nord per le elezioni del 1994. Rimane legato all’uomo di Arcore pure dopo la caduta del governo l’anno seguente e passa all’opposizione sino al 2001, quando la coalizione di centrodestra rivince le elezioni. Per lui è il momento di diventare Presidente della Camera, e resterà in carica per l’intero mandato; nel frattempo, nel 2002, il suo partito cambia nome, divenendo Udc (Unione dei Democratici di Centro). Con la vittoria del centrosinistra nel 2006, il suo rapporto con Berlusconi entra in crisi, al punto tale che nel 2008 non si allea col Popolo della Libertà. Una rottura che lo porta all’opposizione, per la prima volta contrapposto a colui che era stato suo alleato per ben 14 anni. Nel 2007 sposa con rito civile Azzurra Caltagirone, figlia dell’imprenditore Gaetano. Per Casini la stagione politica di Berlusconi è oramai conclusa, e a nulla servono i tentativi del Cavaliere di convincerlo a rientrare nella maggioranza, soprattutto quando il clima intorno al suo governo inizia a farsi incandescente, tra il 2010 e il 2011. Astuto e scaltro per gli estimatori, semplicemente opportunista per i detrattori, garantisce il suo appoggio al governo Monti dopo le dimissioni di Berlusconi nel novembre 2011. Si allea con il partito del premier “Scelta Civica” nel 2013, con in testa l’idea di un “grande Centro”, viene eletto senatore e appoggia il neonato governo Letta. L’idillio con Monti, tuttavia, dura poco e nell’autunno dello stesso anno si consuma la rottura tra i due. È di un paio di settimane fa il colpo di scena: Casini annuncia di voler riprendere l’alleanza politica con Berlusconi e col Nuovo centrodestra di Alfano. L’idea del grande centro è ormai accantonata definitivamente. Anche in questo caso i commenti sono discordi: passo indietro ragionevole secondo chi lo stima, capolinea della sua esperienza in politica secondo quelli che non lo hanno mai apprezzato.

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