Verdini Denis

0
132
Verdini Denis

Denis Verdini è una delle personalità più influenti di Forza Italia, anche se non è un berlusconiano della prima ora. Nel 1994, anno della “discesa in campo” del Cavaliere, Verdini era esponente del “Partito Repubblicano Italiano” e candidato nella lista di Mario Segni. Non venne eletto e l’anno successivo si candidò con Forza Italia alle elezioni regionali. Comincia allora la sua quasi ventennale militanza al fianco di Silvio Berlusconi. Ha iniziato come macellaio, ma ben presto si è fatto largo nell’ambiente bancario, diventando presidente del “Credito Cooperativo Fiorentino”. Emergono le sue qualità di stratega e, da quella posizione di potere, stringe legami con imprenditori e affaristi che, negli anni a venire, gli creeranno più di un grattacapo. Debutta nel Parlamento italiano nel 2001, quando viene eletto alla Camera; cinque anni più tardi è riconfermato, e nel 2008 diventa Coordinatore nazionale di Forza Italia, incaricato da Berlusconi di occuparsi della fusione con Alleanza Nazionale e della nascita del nuovo partito di riferimento del centrodestra: il Popolo della Libertà. Uomo d’azione e spregiudicato, deve fare i conti a partire dal 2010 con alcune inchieste giudiziarie: viene accusato di corruzione per gli appalti del G8 a La Maddalena del 2009, spostato a L’Aquila. È tra gli indagati per la cosiddetta “P3” insieme all’imprenditore Flavio Carboni, poi arrestato; ci sarebbero loro due al vertice della cupola che gestiva gli appalti dell’energia eolica in Sardegna, con la complicità dell’ormai ex governatore Cappellacci. Si dimette nel 2010 dalla presidenza del “Credito Cooperativo Fiorentino”, che fallisce due anni più tardi, dopo essere stato messo in liquidazione coatta. Si scontra con l’allora presidente della Camera Fini, che chiede le sue dimissioni dagli incarichi politici. L’esito del duello è noto: Fini esce dal partito per fondare Futuro e Libertà, movimento bocciato nelle elezioni politiche del 2013. Considerato uno dei “falchi” del Pdl e uno dei consiglieri più autorevoli di Berlusconi, spinge per arrivare alla spaccatura con Alfano e all’uscita, nello scorso dicembre, di Forza Italia dalla maggioranza del Governo.
L’uomo “nuovo” del partito di Berlusconi è Giovanni Toti, ma dietro le quinte, a fare il lavoro sporco, c’è sempre Verdini. E a lui si è affidato l’ex premier in queste ore di grande fermento per la nascita del governo Renzi. L’obiettivo? Neutralizzare l’apporto alla maggioranza del Nuovo centrodestra dell’ex Alfano…

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here